Twitter e la geolocalizzazione contro le intolleranze

Geolocalizzazione: il termine chiave dell’era dei social. Una necessità quasi spasmodica che ci porta a far conoscere al mondo intero la spiaggia dove stiamo prendendo il sole, il ristorante in cui stiamo mangiando il nostro piatto preferito, la visita medica a cui ci stiamo sottoponendo…insomma, oggi, ogni istante della nostra vita è geolocalizzato.Partendo da questo presupposto, c’è chi ha avuto l’esigenza di studiare le nostre geolocalizzazioni con l’obiettivo di misurare i sentimenti che animano le community online in riferimento a odio razziale, omofobia, odio contro le donne, contro i diversamente abili e antisemitismo. Stiamo parlando di VOX (osservatorio italiano sui diritti), che, attraverso twitter e i suoi cinguettii, ha sviluppato una vera è propria mappa italiana delle intolleranze, come in precedenza aveva fatto la Humboldt University con la Hate Map.Il perché di twitter come strumento di rilevazione, ce lo spiegano gli stessi studiosi di VOX: “La scelta di ricorrere a Twitter, nonostante non sia il social network più utilizzato, è dovuta alla possibilità che lo strumento offre nell’avere libero accesso a tutti i contenuti postati, ovviando al fatto che l’utente autorizzi l’estrazione e l’accesso all’intero flusso dei contenuti”. Da qui, e dalla collaborazione tra alcune università Italiane è stata così elaborata la mappa dell’odio che ha dato questi risultati: quasi 2.000.000 di tweet estrapolati e risultati discriminatori. Di questi 1.102.494 utilizzano un linguaggio offensivo contro le donne, 479.654 contro le persone con disabilità, 154.170 contro gli immigrati, 110.774 contro gli omosessuali e infine 6.000 contro gli ebrei.Come sottolineano gli stessi studiosi di VOX, ci sono 2 elementi emersi in modo rilevante: “Il primo. Complessivamente la distribuzione dell’intolleranza, considerati i 5 gruppi, è polarizzata soprattutto al Nord e al Sud, poco riscontro invece nelle zone del centro come Toscana, Umbria, Emilia- Romagna. Una situazione, che si capovolge per quanto riguarda l’antisemitismo, fenomeno in evidenza soprattutto nel Lazio e nel centro Italia. Va segnalato un picco significativo in Abruzzo, nell’area tra L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo. Presente anche in alcune zone del Nord e del Sud Italia. Il secondo dato assai preoccupante riguarda la misoginia, sulla quale si concentra la maggiore proliferazione di tweet intolleranti. Il numero di tweet contro le donne, infatti, in 8 mesi è arrivato a 1.102.494, con 28.886 tweet geolocalizzati”.La riflessione è del tutto spontanea: i social network, sorretti come sono da questa illimitata di libertà di pensiero, stanno forse diventando un veicolo di incitamento all’intolleranza e all’odio?Un fatto è certo: Vox ha donato i risultati delle Mappe a Comuni, Regioni, scuole, e a chiunque sia disponibile a sviluppare azioni di prevenzione sul territorio.Noi ve le lasciamo qui sotto come momento di punto e riflessione…
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